Ciao Cinzia,
sono una Guardia Particolare Giurata e vivo a Bologna.
Ti scrivo perché sento l’esigenza di parlare con qualcuno e così approfitto della tua rubrica.
Sono venuto a vivere nella grande città metropolitana nel 2015, da solo.
Ho lasciato l’intera mia famiglia composta da 2 figli e moglie, al mio Paese.
Un pò perché la vita qui è molto cara per vivere in 4 con il mio stipendio, poi visto che i miei genitori anziani avevano bisogno, mia moglie ha fatto le mie veci nell’accudirli.
Un pò come si fa al sud.
Pensava a tutto Lei per permettermi di lavorare in tranquillità.
Per pagare vitto – alloggio a Bologna e vitto – alloggio a Salerno più gli extra per figli e moglie, facevo 12 ore ogni giorno per incrementare la mia retribuzione.
Pensi che finisca qui? No.
Per un uomo di 50 anni vivere da solo lontano dalla famiglia non per scelta ma obbligato dall’assenza di lavoro è dura almeno per me.
Si perché al sud manca il lavoro.
Nel 2019 dopo che l’azienda per cui lavoravo è stata fusa con SicurItalia, le condizioni di mio padre malato di Alzheimer si aggravarono. Ho richiesto alla mia azienda di essere avvicinato.
Ho consegnato tutti i documenti necessari, ma essa si è sempre rifiutata.
Era fattibile una simile richiesta??
SI!
Sicuritalia ha tante filiale in tutta Italia, perché è una delle più grandi aziende di vigilanza.
Mentre a me diceva “NO”! Ad altri concedeva il trasferimento e assumeva persone in un primo momento a tempo determinato trasformandolo a tempo indeterminato.
L’ esigenza diventò sempre più urgente, così fui costretto a prendere il congedo 104 per un anno.
Mentre ero a Salerno, ho continuato a insistere perché volevo lavorare e assistere mio padre. Dopo un po’ finalmente ho potuto lavorare per un breve tempo come zonista, (lavorare di notte in macchina) ma la concessione a tempo indeterminato non è mai arrivata
Anzi dopo la morte di mio padre, mi concessero altri due mesi e poi dall’ oggi al domani Mi inviarono una mail comunicandomi che dover rientrare urgentemente a prestare servizio a Bologna, senza darmi il tempo di trovare casa, una sistemazione…
Credi che la situazione cessi così?No!
Mi sono rivolto a vari sindacati, scritto lettere, ma nulla.
Uno di loro mi disse: Dobbiamo andare per vie legali, le aziende non danno trasferimenti.
Quindi io sono a Bologna e la mia famiglia giù. Con il mio stipendio devo mantenere due case e sopravvivere. Quanto potrò reggere?
La mia paga base è di € 1278.00 e oggi lottiamo per un rinnovo contrattuale migliore e proprio per questo ci metto la faccia. Voglio che la gente si sensibilizzi, sul nostro mondo.
Voglio una dignità salariale e soprattutto tornare a casa, perché ogni sacrificio se lo fai con accanto i tuoi cari, li fai con il sorriso e leggerezza.
Non posso licenziarmi, il lavoro giù non c’è.
Oggi spero in un miracolo.
Dimenticavo, ora mi ritrovo nella stessa situazione.
Potrei prendere il congedo 104 per mio suocero, ma continuo a insistere per un trasferimento..
IO VOGLIO LAVORARE, e assistere le persone a me care.
Voglio capire perché tanta insistenza nel rifiutarlo? Non ho ammazzato nessuno.
Voglio tornare a casa, sono stanco di stare lontano dalla mia famiglia, dalla mia Terra, lavorare 12 ore al giorno per incrementare lo stipendio, di notte, saltare riposi perché all’improvviso qualcuno comunica la malattia.
Ma questa è vita?
Grazie Cinzia, grazie Donna
Speriamo in qualche miracolo divino!
Gaetano una GPG

Ciao Gaetano,
Grazie per avermi scritto, capisco bene il tuo senso di appartenenza.
Come Te, anche io e molte persone che sono immigrate al nord, anche se integrate sentiamo questa mancanza. Certo la tua situazione è diversa.
Potrei dire che hai il cuore diviso a metà.
Solo che nel tuo caso la sensazione non è nostalgia, ma vita.
Sono certa che se la situazione lavorativa fosse stata diversa, tu come altre persone non ti saresti mai trasferito.
Intanto anche se sento la tua forza e il sostegno della tua famiglia, qualora volessi parlare, io sono qui.
Ciao Gaetano.
Cinzia