PREFAZIONE
Ogni amore ha una sua storia e ogni storia ha una trama diversa.
Alcune storie si assomigliano e prendono strade simili.
Si incontrano persone che vivono in poli diversi, con una genetica differente e cultura di diverso livello. Alla fine ci si ritrova a tirare le somme. Ci si trova allo stesso punto di partenza, ma con un carico più pesante sulle spalle.
La ragione ci porta a riflettere. Tuttavia, il più delle volte, o quasi sempre, siamo portati a seguire il cuore. Questo accade soprattutto in amore.
STORIA DI BECKY
1 PARTE
Cara Donna in Abiti Maschili,
un uomo può scegliere se essere padre. Una donna può desiderarlo e non esserlo mai. Altre lo diventano e non volevano esserlo o meriterebbero. La vita o il destino conducono verso altre scelte, altre strade.
Io ho scelto di esserlo e sono felice nonostante le difficoltà giunte
Cara Donna in Abiti Maschili,
sono nata nella bella città siciliana Catania, celebre per il film DIVORZIO ALL’AMERICANA, LA CAPINERA, NUOVO CINEMA PARADISO, I LEONI DELLA SICILIA tratto anche da un celebre romanzo di Stefania Auci.
Ho 50 anni e sono una madre single. Ho lottato e lotto tutti i giorni per il benessere di mio figlio. Non mi preoccupo solo per il fabbisogno quotidiano, ma anche per proteggerlo da un Padre narcisista, manipolatore e bipolare. Questo padre non lo ha mai voluto, ma successivamente ha rivalutato la sua opinione solo perché lo ha ritenuto una fonte di guadagno.
Vedi Donna,
Sono cresciuta in una famiglia piena di valori. Mio padre ha inculcato a noi figli il valore della famiglia, del lavoro e delle responsabilità. Mia madre è sempre stata presente e pronta a supportarci in tutto. Questo è stato fondamentale per quello che mi è accaduto successivamente.
Donna,
Sono Rebecca, per tutti Becky,
dopo aver finito la scuola superiore, mi sono iscritta alla facoltà di Giurisprudenza, ma dopo il terzo anno ho cambiato indirizzo, optando per la facoltà di lingue.
Lavoravo e studiavo.
Lavorare in Sicilia non era soddisfacente. In molte città del Sud si lavora per quattro soldi e in nero.
Così, dopo aver riflettuto, in accordo con la mia famiglia, decisi di raggiungere mio fratello Max a Milano che mi aveva già preceduta nel tempo sempre per motivi di studio..
Questo mi avrebbe permesso di studiare e di lavorare in regola. Tutelata da un CCNL.
Giunta a Milano, la mia vita subiva altri cambiamenti. Cambiai nuovamente facoltà, optai per Economia e Commercio.

Mi ero inserita bene nella grande metropoli.
Becky ha 22 anni quando raggiunge il fratello.
Inizialmente si adatta a fare tutti i lavori che le capitano, finché un giorno l’agenzia interinale non le propose un lavoro come operatore telefonico di FASTWEB con contratto a termine.
Becky accetta. Lavora e studia.
Un giorno, a lavoro incontra Giorgio, un ragazzo dall’apparenza tranquillo che lavorava nel suo stesso luogo di lavoro e a volte si ritrovano nello stesso turno.
Becky non si curava di lui, non le importava.
Voleva laurearsi, trovare un buon lavoro e poi tutto sarebbe venuto da sè.
Giorgio inizialmente sfoggia tutto il suo sex appeal per farsi notare. La corteggia, le manda fiori, la va a prendere anche al lavoro.
Cara Donna
ero una ragazza che dava fiducia agli altri, passando anche da ingenua e credulona.
Dopo un susseguirsi di attenzioni, apprezzamenti mi lasciai andare al corteggiamento, perché credevo di essere innamorata.
Nel frattempo gli amici, i colleghi e il fratello mettevano in allerta Becky sui movimenti di Giorgio, sulla sua sincerità, ma lei non si curava di loro, era innamorata.
Era innamorata a tal punto che lo presentò alla famiglia, mentre lui si guardava bene dal farlo.
Non capiva il perché, ma alla fine decise di non curarsi oltre il necessario, voleva vivere serenamente la storia con Giorgio.
Riscontrando questo atteggiamento da parte degli amici e familiari, Giorgio prese in mano la situazione, iniziò a fare campo bruciato intorno a Lei, allontanandola da tutti, anche dai suoi cari.
Giunse l’ultimo giorno di lavoro in Fastweb e Becky si attendeva di essere convocata in direzione per trasformare il suo contratto a tempo indeterminato, ma nessuna nuova giungeva.
Era giunto il termine del suo turno, erano le ore 23, quando la sua responsabile Le si avvicinò e le comunicò la cessazione del rapporto di lavoro.
Lei era delusa, affranta, aveva bisogno di una parola affettuosa, di un abbraccio, così telefonò a Giorgio per chiederle di andarla a prendere, ma Lui si dimostrò distaccato.
<<Mi hanno licenziata, mi vieni a prendere?>> chiese Rebecca.
<<Non posso, stó andando da una mia amica, si è lasciata con il moroso e ha bisogno di me>> rispose Giorgio.
Io ero la sua ragazza, avevo perso il lavoro, stavo male e lui pensava alla sua amica?
Decisi di passarci sopra, non volevo opprimerlo con la mia gelosia.
Ma la cosa, certamente, mi dava fastidio.
Chiamai la mia amica Sofia sperando che mi rispondesse, nonostante i gesti di Giorgio di allontanarci.
Lei non mi tradì, corse subito in mio soccorso.
Rimase ore ad ascoltarmi, ad ascoltare la delusione di aver perso il lavoro e quella di essere stata piantata dal mio ragazzo nel momento del bisogno.
Sofia a un certo punto, con delicatezza, facendo attenzione alle parole, ribadiva quanto le dicevano tutti.
<<Tesoro, ti vogliamo bene. Lo sai. Lui non ti ama. Se ti amasse, sarebbe corso da te stasera. Invece, è andato da un’altra, da un’amica dice Lui. Non credergli. Lo abbiamo visto, Lo hanno visto in giro con altre. Sappi, io ci sono e ci sarò, sempre>>.
La mattina dopo, cercai di non pensare a quanto accaduto con Giorgio, dovevo cercare un altro lavoro e fortunatamente lo trovai subito. Mentre lui non si fece sentire, neanche per sapere cosa fosse accaduto.
A volte mi arrabbiavo con me stessa, perché permettevo a un verme di trattarmi in quel modo.
Permettere è un verbo improprio, carissima.
Avrei dovuto certamente mollarlo, senza spiegazioni.
Ma a volte, i sentimenti prevalgono sulla ragione.
Quando cercavo di parlare dei nostri problemi, lui trasformava una conversazione in una discussione per poter scappare.
Era bravo in questo.
Giorgio non aveva rispetto di Becky, pensava solo a sé stesso.
Dimostrava di essere egocentrico, egoista, arrogante, manipolatore, narcisista.
Becky non riusciva a mettere un punto alla situazione, neanche dopo che la lasciò in autostrada, poi a Roma senza soldi a seguito di un litigio.
A soccorrerla per l’ennesima volta furono gli amici.
Giorgio scompare di nuovo e ritorna come se nulla fosse accaduto.
Colora la situazione, con tante belle parole, complimenti e poi decide di portare Becky a Udine, ma la situazione si ripetè.
Nuova lite, nuovo abbandono e via. Sparisce nuovamente, abbandonando Becky in una città sconosciuta.
Dopo essere rimasta sola, Becky si sente male.
Ha forti dolori al ventre.
Chiama l’ambulanza e poi Giorgio, pensando che avrebbe lasciato da parte il rancore, la rabbia, la presunzione.
<<Giorgio sto male, mi stanno portando in ospedale, vieni. Ho bisogno di te>> dissi
Lui come se la cosa non lo toccasse, rispose;<<non posso, sto partendo, non mi riguarda>>
Poi sparì.
Mi fecero TAC, esami del sangue, poi mi dimisero con la diagnosi di una semplice colica renale.
Giunta a casa, Becky si sentii diversa.
Quanto mi era successo, mi aveva fatta riflettere, mi aveva cambiata.
A quel punto ero decisa a chiudere, non potevo rispettare me stessa se avessi continuato una storia costruita sui questi principi.
Trascorsero altri due mesi per scoprire il vero motivo del mio precedente malessere.
Ero incinta.
Ero incinta di 10 settimane, nonostante prendessi la pillola e usassimo il preservativo.
Non ero stata incosciente fino a questo punto.
Questa notizia cambiò notevolmente il carattere, l’atteggiamento di Becky, le dà uno scossone. Non vuole tornare con Giorgio, ma deve informarlo e Lui assumersi le responsabilità.
Non lo chiamò subito, sa che tornerà, come tutte le volte.
Infatti, ecco che come un orologio scandisce le ore, lui si ripresenta con la solita sfacciataggine e cantilena che non fanno più effetto.
L’amore si è trasformato in consapevolezza, rispetto per lei e rabbia-disprezzo per lui, soprattutto alla comunicazione dell’arrivo del bambino.
<<Scegli me o il bambino>> disse Giorgio
Lui era convinto veramente che lei fosse davvero presa e che nulla li avrebbe allontanati.
Non voleva un figlio, da Becky e da nessuna.
A Becky non servì molto tempo per rispondergli.
Mentre lo spingeva verso la porta gli rispose:<< SCELGO LUI>> e subito dopo gli sbatté la porta in faccia
In quel momento non chiudeva la porta a una persona tossica, ma ne apriva un’altra. Quella con suo figlio.
Ci aveva messo tempo per capire l’uomo spregevole, ma ci era riuscita.
Sa che dovrà affrontare un futuro duro, pieno d’incognite non solo perché è sola, ma anche perché il futuro della piccola creatura che ha nella pancia rischia di avere gravi conseguenze a causa di esami invasivi fatti durante il controllo in ospedale a Udine.
La mattina successiva Becky si alzò distrutta, ma più forte.
Si accarezzò la pancia e parlò al suo piccolo facendosi coraggio.
Le giornate scorsero velocemente, ma non aveva tempo di pensare, doveva lavorare e laurearsi nel più breve tempo possibile.
Mancava poco al momento della nascita, quando all’improvviso, come sempre, Giorgio ritornò con una sorpresa.
<<Voglio riconoscere il bambino anche senza il tuo consenso. Quando sarà nato, lo darai a me e lo crescerà mia madre>>
Alla risposta negativa di Becky, si arrabbiò a tal punto che dette un pugno alla porta a vetri, rompendola. Poi andò via.
Becky, nonostante le mille difficoltà, riuscì a laurearsi.
Il suo piccolo nasce perfettamente sano.
A quel punto, sentì che un ciclo della sua vita si è chiuso, ora aveva bisogno di avere vicino la sua famiglia e di sentirsi a casa.
Becky – ritorna a Catania

Trascorsero un paio di anni, dove lui andava a trovare il bambino per qualche minuto.
Da lui non riceveva nulla, non contribuiva alle spese e quella madre, ora nonna, che pretendeva di crescere suo figlio nessun contatto. Eccetto il nonno.
Anche Lui era vittima della moglie e del figlio. Non riusciva a far prevalere le sue decisioni Tanto da mandare i regali e telefonare al nipote in segreto.
Sembrava mettersi a posto tutto, quando un giorno le giunse una citazione dal tribunale, dove veniva accusata di non essere in grado di provvedere adeguatamente al figlio e proponendosi sempre come unica soluzione.
Backy si sente impazzire, quell’uomo voleva manipolare ancora la sua vita e quella di suo figlio.
Si sentiva impazzire.
Lei non darà mai suo figlio a Lui e tantomeno a sua madre che l’aveva disprezzata, assecondando per tutta la vita le scelte viziate del figlio.
Dopo mesi e mesi di lotta il giudice sentenziò la fine di tutto, con affidamento condiviso
Condiviso?
NO, non potevo crederci.
Ero andata via da Milano per proteggere mio figlio da un uomo meschino, cattivo, che faceva paura per le minacce fatte. Mentre oggi un giudice pareva non aver capito la falsità, la cattiveria, la rabbia di quell’uomo che mi voleva rovinare per orgoglio ferito, perché non avevo assecondato la sua richiesta di abortire e per giunta arrivando anche a minacciare di mandare Mio figlio in una casa famiglia.
Dopotutto questo Il giudice gli consentiva la genitorialità?
Negli anni, infatti lui ha dimostrato tutto eccetto amore per Thomas.
Non ha mai inviato l’assegno di mantenimento al figlio, non è mai venuto a trovarlo se non all’inizio, quando era in atto la causa.
Ritira indebitamente l’assegno unico, ignorando del tutto il suo obbligo di sostegno, e nega al figlio la possibilità di partecipare a qualsiasi attività scolastica al di fuori della città di CATANIA. Rifiuta di dare il consenso a qualsiasi richiesta del figlio, incluso il cambiamento di scuola. Nel frattempo, lui vive comodamente con la madre, che lo tratta come un bamboccione. Mentre ha la faccia tosta di incontrare donne che hanno subito lo stesso trattamento e, con i soldi che non versa a Thomas e che percepisce dallo Stato, si diverte a viaggiare in Spagna, Parigi e oltre, con altre donne.
Thomas cresce felice e sereno, con il calore della mamma, dei nonni, degli zii e cugini. Nonostante la mancanza del padre.
Thomas ormai è diventato un ometto. Ha 16 anni.
Ha raggiunto una maturità tale da comprendere i sacrifici della madre, che per permettergli un’ottima scuola, le cure mediche, una pizza con gli amici, svolge due/tre lavori.
Thomas percepisce nel padre una figura difficile e distante, priva di quelle emozioni profonde che si aspetterebbe. Dopo vari tentativi di costruire un legame affettuoso, ha preso la decisione dolorosa di interrompere ogni contatto, in attesa di compiere 18 anni per poter finalmente liberarsi da un vincolo legale e VIVERE LIBERO.
Libero di essere un medico, un avvocato, un giudice, un meccanico. Libero di essere qualunque cosa voglia senza paletti e senza obblighi per nessuno eccetto per sua madre, che dedica la vita a LUI.
DONNA,
Cosa ho imparato dalla mia esperienza, per la lotta di aver scelto di fare nascere mio figlio?
Che la legge non tutela correttamente e adeguatamente le Donne e figli. Ma se vogliamo proteggerci da uomini del genere dobbiamo farlo sole.
Come una leonessa che protegge il suo cucciolo.
Queste scelte hanno dei costi non solo morali ma anche economici e sociali. Faccio fatica a portare uno stipendio, a trovare un lavoro ben retribuito in una Sicilia dove non conta la legalità, la correttezza. Ma la cosa che posso dire è…
Ma vivo con la speranza e lotto, perché mio figlio cresca tranquillo, sereno. Che un giorno diventi un uomo saggio, giusto, corretto e rispettoso. Un uomo diverso da coloro che hanno limitato la sua libertà, la sua adolescenza.
GRAZIE BECKY.
Cara mamma,
Cara Mamma,
ti scrivo questa lettera per dirti tante cose che non ti ho mai detto e non sò se avrei avuto modo di dirtele.
Tu sai che ti voglio bene!
Ma a volte, certe cose si danno per scontate.
Beh, è arrivato il momento che te lo dica e te lo ripeterò ancora.
TI VOGLIO BENE!
Abbiamo una vita davanti a noi.
Tu ci sei sempre stata, hai lottato e fatto sempre tanti sacrifici per me, ma non hai mai mollato.
Nemmeno una volta, nemmeno per un minuto o un secondo.
Mi hai fatto sia da madre che da padre.
Cosa non facile quando l’altra parte biologica che ha contribuito al mio gene, voleva che io non nascessi. Poi visto l’impotenza di impedirtelo,
piuttosto solo e abbandonato in un orfanotrofio che tra le tue braccia.
Ho provato a farmi amare, gli ho voluto bene, come tutti i bambini.
Ma con il tempo, mi sono reso conto che lui non ha una potenza umana, non ha un cuore e non amerà nessuno.
OGGI, Io lo odio!
Per me è morto.
Forse sbaglio a provare questi sentimenti per un essere che non è mai stato presente e mai esistito.
L’odio è un sentimento e lui non dovrebbe essere neanche considerato, non lo merita.
Sono orfano di padre.
Crescendo ho capito tante cose e a volte mi arrabbio perché ti vedo stanca, ma tu continui a fare, a lavorare per non farmi mancare mai nulla.
Devo ringraziare te, la nonna, la famiglia
di sostenermi sempre, anche quando ho i miei momenti no.
Quando faccio un passo indietro ed inizio ad analizzare la mia vita nella sua interezza, mi rendo conto di quanto le difficoltà, gli alti e bassi, e tutti i problemi hanno contribuito a farti diventare la persona che sei oggi.
Scrivo questa lettera per far sapere a mia madre quanto è importante per me.
Tu sei sempre stata al mio fianco e mi sei rimasta vicina in ogni momento: alle recite scolastiche, durante le telefonate in cui ti chiedevo di aiutarmi a cercare qualcosa che avevo smarrito in casa, per lo studio e quando stavo male.
Sono cresciuto grazie all’ amore che voi mi avete dato.
Molti bambini crescono senza l’amore e la cura che tu hai dato a me.
Avere qualcuno che ogni giorno possa sostenerti ed ascoltarti è uno dei doni più incredibili della vita.
Tu sei sempre stata la mia fan numero uno.
Tu mamma vesti alla perfezione un numero infinito di ruoli.
Sei la custode, la migliore amica, l’insegnante e la lista potrebbe andare avanti e avanti ancora.
Ci sono stati momenti in cui non ti capivo, solo ora capisco che tutto quello che facevi, lo facevi per me.
Hai detto sì tante volte, ma non avevi paura di dirmi no.
Mi hai fatto capire come trattare gli altri con gentilezza, compassione e amore.
Tu mi hai trasformato in un ragazzo capace di esprimere me stesso e le mie emozioni, senza paura di essere considerato dagli altri debole.
Mi ha fatto diventare un ragazzo in grado di amare pienamente e di rispettare le donne.
La cosa migliore di averti come mamma è che sto ancora imparando da te ogni singolo giorno.
Prometto di insegnare ai miei figli le stesse cose che mi hai trasmesso e mostrare a loro che l’amore è la cosa più importante.
Ti ho fatto arrabbiare, ti ho fatto venire mal di testa e a volte ti ho detto frasi che non avrei voluto dirti veramente.
Nonostante ciò sei sempre stata orgogliosa di me, hai gioito dei miei successi e accettato i miei fallimenti.
Mi hai sempre spinto a seguire i miei sogni, a superare gli ostacoli.
Hai sempre creduto in me, anche nei momenti in cui nemmeno io credevo in me stesso.
Tu sei la mia sostenitrice, la mia roccia, sei la prima persona a cui dò le belle notizie e con cui festeggio i successi.
Sei la prima persona da cui vado quando i tempi sono difficili e ho bisogno di essere rassicurato.
Non pensare mai di non aver fatto abbastanza per me, non avere rimpianti.
Tu sei la cosa più bella che mi è capitata nella vita, sei il mio supereroe preferito.
Tuo figlio
UN FIGLIO VALE PIÙ DI UN UOMO
UN FIGLIO TI AMERÀ PER TUTTA LA VITA
L’AMORE DI UNA MADRE, NON SARA’ MAI SOSTITUITO
Vi aspetto 08/05/2025 per un’altra storia.
Se ti senti vittima di un'ingiustizia, di un amore tossico, di un abuso, o hai affrontato delle molestie, sappi che non sei solo. Se desideri condividere la tua storia di cambiamento, di scelte difficili o qualsiasi altra esperienza significativa, fallo con il cuore aperto. Raccontare il tuo percorso potrebbe ispirare e aiutare altri a riflettere sulle loro decisioni e sul cammino che stanno percorrendo.
IO SONO QUI, PER VOI.
scrivimi: donnainabitimaschili@gmail.com
Se ti piacciono le storie, segui e condividi.
A presto e Grazie dalla vostra Donna in Abiti maschili