Donne e Amore Tossico: Riconoscere i Segnali

Becky – 2 parte

Cara Donna,

avevo voglia di raccontare la mia storia con Giorgio e successivamente quella con Riccardo perché sono convinta che nel mondo ci sono donne che come me, hanno incontrato persone che amano illudere e giocare con i sentimenti.

Invito tutte le Donne a prestare attenzione a quegli uomini che prima ti elogiano, poi ti disprezzano colpendo la tua autostima, poi ritornano risaltando parti del corpo , il desiderio dei tuoi baci per rigettarle successivamente  nella immensa solitudine e nel vuoto che creano sia intorno che dentro.

Non perché sono innamorati, ma solo perché devono averti, prenderti, tenerti legata a loro, rendendoti succube del loro potere.

Bravi da farti sentire come se fossimo sotto un incantesimo di una strega cattiva, diremmo se stessimo raccontando una favola alle nostre figlie.

Ma purtroppo non è una favola, oppure restando in tema è un incantesimo che a volte conduce alla morte.

Cresciamo, diventiamo adulte con il desiderio d’incontrare il principe azzurro, mentre da grandi siamo immersi nell’oblio della favola e ci facciamo incantare dal cattivo stregone.

Oblio non perché siamo drogati, ma perché la durezza della vita, delle difficoltà economiche, sociali ci fa desiderare un pò di leggerezza.

Così ci leghiamo a uomini che vengono, poi vanno via. Tornano per una settimana e poi riscappano con la scusa di non volersi legare per paura di soffrire.

Questa tipologia di uomo non conosce limite di età, diventano esperti amatori, hanno paura di fare una scelta coraggiosa a costo di perdere quell’amore mostrandosi come una stella, mentre in fondo al barattolo nasconde tanta merda.

Ogni scelta ha un costo che conduce a sacrifici.

Finché giunge quella mattina che ti risvegli dall’incubo e quell’amore che credevi essere sincero, invece era un calesse.

Un calesse che ha lasciato un frutto molto più dolce, che cambierà la prospettiva di visione della vita.

Le tue aspettative, i tuoi obiettivi, le tue priorità cambieranno e si giungerà alla decisione di chiudere il capitolo e riaprirne un’altro.

                           Un figlio vale più di un uomo.

                       Un figlio ti amerà per tutta la vita.

                                 

Nonostante la vita ci metta a dura prova e ci impartisca delle lezioni, a volte in un modo o in un’altro siamo portati a commettere gli stessi errori.

Errori trascinati da quella parola che muove il mondo, l’AMORE.

L’amore per un fratello, per una sorella, per un figlio, un genitore e sempre di più a volte per una persona che sembra darci quell’attenzione da farci sentire importanti.

Cara Donna in abiti maschili,

dagli errori si dovrebbe imparare, dalle cadute si dovrebbe imparare a rialzarsi, dai fallimenti trovare un input per reinventarsi.

Ma, purtroppo siamo umani.

Ogni azione è legata al cuore, alle sensazioni anche se si mette tutto l’impegno per non ricascarci.

Non sempre ciò accade. Perché?

Perché siamo deboli? Perché abbiamo la presunzione di riuscire a bypassare? Penso perché siamo guidati dalle aspirazioni, dall’amore e poi altro.

Il tempo ti matura, gli errori ti portano a diventare più dura, diffidente e a chiudersi in se stessi. Ma tutto questo non ti rende invincibile.

Carissima,

Dopo essere tornata a Catania,

credevo che tutto sarebbe stato in discesa.

Godevo della presenza di mio figlio, vivevo in pieno la vita di mamma single, portavo Thomas a scuola e a riprenderlo, feste di compleanno, dottore, sport ecc…

Avevo iniziato a ricostruire la mia vita, cercavo un lavoro che mi permettesse di crescere mio figlio dignitosamente.

Facevo mercati di articoli di bigiotteria, articoli vintage e intanto mettevo da parte qualche soldo.

Un giorno, dopo aver allestito la mia bancarella, si avvicinò un ragazzo dall’aspetto sicuro di sé, presuntuoso, certo di riuscire a fare un’affare grazie alla sua parlantina e al suo aspetto.

Si fermò a guardare la mia merce, poi chiese il prezzo di una spilla.  

Non dissi il vero importo, non volevo venderlo a Lui, così gli sparai un prezzo più alto.

Lui, provò a contrattare, ma vedendo che non cedevo, rinunciò

Non mi spiegavo perché avessi reagito in quel modo.

Dopo qualche giorno, mentre tornavo a casa, lo rincontrai.

Lui mi riconobbe. Mi fermò e mi chiese cosa facessi li.

<<Vivo, qui vicino, perché lo vuoi sapere?>> chiesi.

<<Sai, ho un negozio di antiquariato qui, perché non entri a vederlo>>? rispose

Dopo quello strano approccio, passammo alle presentazioni

Passarono i giorni, quando di nuovo all’improvviso mi senti chiamare e salutare.

Mi voltai verso la voce e lo riconobbi.

Iniziammo a parlare e così lui tutte le volte che passavo mi fermava.

Era diventato un appuntamento quotidiano. Iniziammo a frequentarci e a uscire.

Poi una sera mi fece la proposta.

Mi propose di andare a vivere insieme.

Fin Lì tutto bene. Evviva dirai.

La gioia che provai inizialmente, si trasformò subito in stupore, incertezza, confusione. Tu mi chiederai perché?

Riccardo mi dettò delle condizioni perché la convivenza diventasse fattibile. Restai ancora a bocca aperta.

Non dovevo andare in casa sua durante la giornata, ma solo la sera.

Non apportare modifiche nell’arredamento e non portare oggetti personali nella sua casa.

Che razza di convivenza era quella?

Lo chiesi.

Ma lui come se fosse la cosa più normale, mi rispose:

<<Ho due figli, loro vengono qui e al momento non voglio turbali>>

Davanti al bene dei figli, non potevo aggiungere altro.

Certo è, che anche io avevo un figlio da tutelare, ma se un rapporto segue una linea sana, i figli si abituano e poi godono della felicità dei genitori.

Giusto?

Per Lui non era così.

Per un po’ Le cose procedettero come da Lui richiesto.

Dopo qualche mese, Riccardo mi sorprese nuovamente.

Manifestò il desiderio di aprire una società insieme, Così suddivisa:

Io il denaro – lui la merce.

Diceva che bastavano solo € 5000.00.

Presi del tempo.

Dovevo riflettere.

Feci trascorrere dei giorni.

L’idea mi sembrava bellissima, avrei potuto guadagnare di più, non avere più problemi di soldi e questo poteva significare una rinascita personale. Sarei stata indipendente.

Riccardo parlava con la consapevolezza di conoscere il suo stato economico.

Becky era andata avanti con la sua vita .

Dopo la nascita di suo figlio e la chiusura con Giorgio, aveva deciso di non avere più storie con un altro uomo. L’unico uomo della sua vita era suo figlio Thomas.

La storia con il padre di suo figlio aveva lasciato strascichi legali, una causa per affidamento, ecc…

Strascichi che oggi a distanza di 16 anni ancora non è chiusa.

Becky

Riccardo rappresentava una nuova vita, una vita che non Le fa comprendere dove la potesse condurre…

Non trascorse molto tempo dalla proposta e Riccardo esigeva una riscontro.,

Accettò

Becky non comprendeva cosa gli facesse avere la sicurezza e la certezza che Lei possedesse quella cifra.

€ 5000.00 non sono bruscolini, noccioline…. eppure Lui con faccia tosta glieli chiese.

Riccardo pian piano era riuscito a circuire Becky e sapeva dove fare breccia.

Becky aveva quella somma in quanto era riuscita a risparmiare facendo mille sacrifici, due lavori e molte privazioni.

L’attività sembrava essere partita, ma Becky non vedeva un ritorno economico, anzi Riccardo chiedeva sempre soldi, poi spariva come la nebbia al sole con la scusa di dover lavorare nelle fiere.

Sentivo puzza di bruciato, lui lavorava nelle fiere, aveva altre entrate, eppure chiedeva continuamente soldi e se mi rifiutavo, lui si arrabbiava e mi picchiava

Ero diventata il suo bancomat.

Un giorno eravamo in negozio ed entrò un mio amico per salutarmi e mi abbracciò.

Non sia mai, non lo avesse mai fatto. Ciò scaturì una rabbia in Riccardo, che attese l’uscita di Marco per riempirmi di botte.

Ricordo la mia faccia tumefatta, piena di lividi.

Gelosia?

Oggi riflettendo, dico NO.

Era paura di perdere il suo oggetto, il suo possesso, il suo bancomat.

Lui mi tradiva continuamente, le sue Donne/ragazzine venivano in negozio per mostrarmi le foto, i selfie.

Dinanzi alle prove, negava sempre.

Successivamente scopri altre cose che mi fecero arrabbiare a tal punto da decidere di lasciarlo..

In sintesi, come dice un proverbio “

Il lupo perde il pelo e non il vizio.

Avevo provato a lasciarlo, ma avevamo un attività insieme, pertanto stargli lontano era difficile.. Così fu bravo a manipolarmi e farmi capitolare.

Non trascorse molto tempo per una nuova, litigata.

Ma questa segno la fine totale della mia relazione con Riccardo.

Le sue botte, gli insulti che mi aveva dato e detto fino ad allora, erano poca cosa, erano diventate carezze.

Una mattina mi accorsi di avere un ritardo e corsi subito in farmacia a comprare un test, lo aprì e misi il bastoncino nel bicchiere pieno di urina.

Attesi 3 minuti, poi presi lo stick e guardai. Era positivo.

Ero incinta.

Rimasi per un pò seduta sul bordo della vasca, mentre reggevo in mano il test. Non sapevo se ridere o piangere. Iniziai a riflettere.

Che vita avrei potuto dare a quel figlio.

Riccardo giunse poco dopo a casa e Becky lo raggiunse in sala.

Gli allungò il braccio con in mano il test di gravidanza e lui quasi senza neanche guardalo gli disse:

Riccardo disse: L'ho fatto apposta. Fatti togliere quella puzza che si trova dentro di Te. Devi abortire

<<L’ho fatto apposta, dovevo fartela pagare. Ora, fatti togliere quella puzza dalla pancia, IO NON LO VOGLIO>>

Piansi e memore di quanto avevo vissuto con Giorgio e di quello che sto vivendo, ho dovuto prendere una decisione molto dura, molto amara.

La più dura della mia vita.

Andai ad abortire e chiusi definitivamente con Riccardo.

Lui certo non si rassegnò.

Tornò altre volte e con lo stesso risultato. La mia più completa indifferenza.

Mi sono fatta aiutare da una psicologa, che mi ha supportata nel percorso difficile, soprattutto perché Riccardo non mollava l’osso.

Tentava riavvicinamenti anche con messaggi minatori, di cui ho portato all’attenzione delle autorità…

Nel tempo mi giunsero notizie di lui, perché vivendo nella stessa città è inevitabile.

Lui ha avuto altre storie, altre Donne con le quali ha ripetuto lo stesso mio copione. Le ha spennate e poi lasciate.

Una di queste povere vittime lo ha denunciato. Esito della sentenza?

Nessun risarcimento per la donna, anzi la beffa, pagare anche le spese legali.

Riccardo risultava nulla tenente.

L’ultima delle Donne aveva prestato ancora dei soldi € 20 000,00 per riparazioni alla macchina, pagamento utenze ecc.. Quando stufa di continue richieste, quest’ultima gli richiese indietro i soldi, Riccardo finse stupore.

Forse credeva fossero una donazione per le sue grandi prestazioni fisiche e sessuali?

Forse crede e credeva di essere Richard Gere nel film Gigolò?

Cosi fingendosi offeso, l’ha lasciata e poi ignorata, consapevole che la legge lo protegge.

Oggi, queste due esperienze mi hanno lasciato un segno nell’anima, Portandomi a non fidarmi del mio cuore, delle persone e di aver paura di amare.

Forse un giorno il mio cuore guarirà, ma sono convinta che ciò accadrà solo quando incontrerò un UOMO vero, sincero e leale.

Capace di non rompere il mio equilibrio, perché oggi dopo anni posso dire IO VALGO.

Tu cara amica che leggi la mia storia, sento di dirti:<<AMA TE STESSA, NON FARTI USARE, NESSUN AMORE DEVE VIOLARE LA TUA DIGNITA’, IL TUO RISPETTO>>

LA VIOLENZA NON E’ SOLO FISICA, MA ANCHE PSICOLOGICA.

SE TI SENTI VITTIMA DI VIOLENZA PSICOLOGICA O FISICA,

CONTATTA LE FORZE DELL’ORDINE, UN’ AMICA, I CENTRI ANTIVIOLENZA DELLA TUA CITTA’. telefona al 1522

Se vuoi aiutare altre Donne a non sentirsi sole, racconta la tua Storia,

Scrivimi a Donnainabitimaschili@gmail.com

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Pubblicato da Cinzia Garzia

sono una donna che ama la vita e odia le differenze. Cerco di cogliere il meglio della vita e a insegnarlo ai miei figli...

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