LIBERTA’ E GIUSTIZIA

Questa è la storia di un Uomo,

uno scrittore, un giornalista che durante alcune ricerche per la stesura di un nuovo libro, si imbatté in una vicenda che lo travolse con dinamiche lette e viste solo nei romanzi o in film di Francis Coppola.

La storia di oggi racconta le vicende, le ripercussioni  che Alessandro Corbelli alias Alex Belli ha vissuto. Due anni trascorsi nascosto e sotto la sorveglianza delle Forze dell’ordine perché minacciato di morte da presunti mafiosi; oggi si ritrova ancora a chiedere in maniera più forte aiuto.

Un aiuto che sembra non ricevere riscontri.

                                                     Perché?

                             Ci viene da valutare alcune ipotesi.:

Perché si crede che la vita di due esseri umani non ha valore?

                                                       o

Perché si pensa a interessi bilaterali di qualcuno che vive nell’ombra e costringe le persone che dovrebbero aiutare a ignorarlo?

Alessandro è sempre più solo, sempre più isolato e limitato nei movimenti da non riuscire a svolgere liberamente il suo lavoro e per di più in condizioni precarie di salute derivate in parte anche dallo stress emotivo.

Alessandro un giorno nel voler scrivere la storia “ La Bambina Venduta” ( libro pubblicato) di cui credeva fosse solo un racconto, si ritrovò a prendere atto di trattasi di una storia vera, era la storia di Irene Palacino.

Un personaggio intricato con racconti  appartenenti a epoche storiche lontane dai giorni nostri, ma radicate ancora in una cultura di quei paesi poveri della Sicilia anni 50”

Alessandro non si lasciò spaventare e mai avrebbe immaginato che il suo futuro sarebbe stato legato per sempre a Irene.

  Una donna dolce, dai capelli corvini, gli occhi chiari e lo sguardo spento, con tanta paura di parlare.

Una Donna che quando si è trovata a parlare con un’altra Donna, sincerata dal volerla ascoltare, era felice. Si perché nella sua vita Irene non aveva avuto la libertà di parlare, di confidarsi con nessuno. Era pericoloso.

Alessandro iniziò a ricevere minacce di morte lasciate sul tergicristallo della sua auto, nella buchetta delle lettere fino a condurre una vita sotto sorveglianza.

Oggi Alessandro spera di poter tornare a vivere liberamente,  anche sotto scorta ma libero di non doversi guardare continuamente le spalle.

Le minacce non sono mai cessate, la paura persiste e l’incognita del domani anche.

L’Incognita portata dal non conoscere il futuro e anche dalla noncuranza dello Stato che sembra faccia selezioni su chi merita essere protetto. 

Durante i miei colloqui con Alessandro ho chiesto se avesse paura di morire. Lui mi ha sempre risposto in un unico modo:

<< NO, ho solo paura che Irene resti sola, senza protezione>>

poi ancora dopo un attimo di silenzio

E’ sempre stata sola, ora ha me. Ma lei vorrebbe tornare a vivere, anche se Tornare è una grande parola per colei che non ha mai vissuto LIBERA”

Poi ancora Alessandro nel suo sfogo mi chiede : “Dopo anni non credi che abbiamo diritto di vivere tranquilli? Io sono nonno, ho dei figli che non posso frequentare liberamente per tutelarli.

Irene vuole vivere come ogni Donna, vedere i suoi figli e tanto altro.

Irene è una vittima di mafia. Io sono vittima di mafia e lo Stato non ci protegge”

Alessandro continua a raccontare:

Riscontrando una lentezza nella burocrazia, ho anche chiesto l’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Ma non ho avuto un riscontro positivo ma solo una affermazione che il Capo dello Stato segue la vicenda perché impegnato in impegni istituzionali.

Cosa devo pensare se un figlio dello Stato chiede aiuto e non viene aiutato? Forse siamo figli di un Dio minore?”

Delle domande nascono spontanee:

Il potere di un Presidente della Repubblica è limitato solo su cosa può fare fisicamente o può anche essere delegato?

Beh, la risposta noi la conosciamo, ma forse qualcuno deve togliersi dalla testa che la gente anche se non vive a palazzo Chigi e non frequenta il palazzo non è stupida.

Poi altre domande nella mia testa ruotano:

Perché una Vittima di mafia, di femminicidio dovrebbe denunciare se poi davanti a fatti gravi e denunciati da Alessandro e Irene Palacino nessuno si muove?

Alessandro e Irene da quel giorno non si sono più staccati, sono diventati il supporto emotivo l’uno verso l’altro e oggi anche io Donna in abiti Maschili mi sento legata a Lei in quanto Donna, in quanto Donna del Sud, in quanto madre.

Mi sento di supportare Alessandro che nonostante le lotte singole fatte tramite i social, non trova pace.

In attesa che questa storia abbia un risvolto positivo,

Vi lascio alla visione dell’intervista integrale rilasciata da Alessandro, il giorno dopo essere uscito/abbandonato l’ospedale.

Vi invito all’ennesimo ascolto di quest’uomo attraverso l’intervista rilasciatami dopo aver lasciato l’ospedale per non lasciare Irene sola. 

Infine concludo questo  breve racconto di una lunga e drammatica storia con un ringraziamento a tutti coloro che hanno sostenuto e sostengono Alessandro e Irene Palacino. Una Donna che nel piccolo rappresenta tante Donne vittime di femminicidio.

Se vuoi raccontare la tua storia scrivimi e io lo farò con piacere.

Pubblicato da Cinzia Garzia

sono una donna che ama la vita e odia le differenze. Cerco di cogliere il meglio della vita e a insegnarlo ai miei figli...

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